Permesso di soggiorno

I cittadini stranieri che volessero godere di soggiorno nelle città italiane per un periodo più lungo di tre mesi, devono richiedere il permesso di soggiorno, documento grazie al quale sia apoliti che stranieri possono rimanere nel nostro Paese secondo le normative previste dallo Stato italiano. Una volta che un cittadino straniero fa ingresso in Italia, deve richiedere il permesso di soggiorno entro otto giorni lavorativi presso il questore della provincia in cui avverrà il soggiorno.

Tra le altre opzioni vi sono alcuni uffici postali che sono abilitati al rilascio di permessi. Una volta che la Questura avrà accertato l’identità dello straniero, rilascerà il permesso di soggiorno, che avrà una durata secondo quanto previsto dal primo visto emesso ovvero quello di ingresso.

A partire dall’11 dicembre 2006 questo documento è diventato di tipo elettronico. La sua produzione e attivazione viene effettuata presso l’Istituto Poligrafico della Zecca dello Stato. Trattasi di una smart card su cui sono presenti le generalità del soggiornante e la sua foto, numero del documento, data di emissione e di scadenza e anche il motivo per cui il soggetto soggiorna in Italia.

Il permesso di soggiorno ha un periodo di validità che varia a seconda di quanto stabilito al primo ingresso nel nostro Paese e riportato sul visto. Sono concessi sei mesi e fino a nove per i lavoratori stagionali e per i lavori stagionali che richiedono estensioni. Il periodo si estende a un anno in caso di corsi di studio o formazioni professionali. Il permesso di soggiorno può durare poi fino a due anni in caso di lavoro autonomo o subordinato e per eventuali motivi familiari.
Ovviamente tutti gli stranieri che dovessero recarsi in Italia per soggiornarvi meno di tre mesi, non hanno alcuna necessità di chiedere il permesso di soggiorno, anche se dovesse trattarsi di 89 giorni.

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